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William LewisGiocatore e teorico inglese (Birmingham 9.10.1787 - Londra 22.8.1870).Impiegato di una impresa commerciale, ricevette le prime lezioni scacchistiche da Sarrat nel caffè Tom's, sede del London Chess Club. Ben presto si affermò come uno dei più forti giocatori inglesi. Nel 1818 manovrò il famoso automa di Kempelen, ma ben presto ne cedette la direzione a Williams cui seguì Mouret. In una visita a Parigi nella primavera del 1821 giocò tre partite con Deschapelles che gli dava vantaggio di Pedone e tratto, vincendone una e pattando le altre due. Si incontrò con La Bourdonnais nel 1823 due volte: la prima volta con esito pari (+1 -1), la seconda con esito sfavorevole (+1 -4). Fondò in St. Martin Lane un circolo di scacchi, attirando fra gli altri Walker, prima frequentatore del Percy's Café, e McDonnel; a tutti dava vantaggio, spesso, come a McDonnell, di Pedone e due tratti. Nel 1824 partecipò alla sfida per corrispondenza fra i circoli di Londra e di Edimburgo, vinta da quest'ultimo. Si ritirò dalla scena dal 1829 in poi. Insieme a Sarrat, fu uno dei maggiori didatti inglesi della prima metà del secolo, contribuendo con la sua attività di insegnante e teorico, a diffondere l'interesse per il gioco e a formare il gusto e lo stile di un'intera generazione di giocatori. Scrisse molte opere scacchistiche, la prima delle quali fu Oriental Chess (Londra, 1817) in due volumi, in cui raccolse 150 problemi o finali, per la metà tratti dal libro di Shastree. Il libro rappresentò una novità per i diagrammi assai nitidi, in luogo della descrizione delle posizioni, consueta in quei tempi. Divulgò con parziali versioni in inglese i trattati del Carrera e di Greco, e i giochi di Stamma; scrisse un trattato elementare sul gioco nel 1822, cui fece seguire nel 1831 una serie di lezioni progressive sul gioco degli scacchi, divise poi in due volumi (1832 e 1834); nel 1835 compilò un manuale per principianti, che ebbe altre due edizioni (1837, 1846), mentre un altro libro divulgativo, The Chessboard Companion (Londra, 1838), raggiunse rapidamente nove edizioni. Più impegnativo fu il Treatise on the game of chess in due volumi (Londra, 1844). Scrisse anche un resoconto sul match per corrispondenza fra Londra e Edimburgo e un altro sul match fra La Bourdonnais e McDonnel. |