| Edoardo Bonazzi - Michele Libutti |
[Est-Indiana] Corsico (Campionato Sociale) 24.05.2002 Il mio amico e compagno di birrette (oltre che avversario in questa partita) Michele Libutti è un giocatore molto solido e, a mio modesto avviso, vale molto di più del suo punteggio Elo. Anzi, verrebbe molto di più se non fosse per un piccolo problema, comune a molti altri scacchisti, del quale parlerò più diffusamente nel commento. 1.d4 Cf6 2.c4 g6 3.Cc3 Ag7 4.e4 d6 5.Cf3 0-0 ![]() Ma come, già un diagramma? Eh sì, perché questa mossa è stata giocata dopo quasi cinque minuti di riflessione. Vi sembrano tanti per una decisione apparentemente così ovvia? Non conoscete il mio avversario. Per parlare dell'evento che più di ogni altro ha sconvolto la carriera scacchistica di Michele Libutti dobbiamo fare un viaggio nel tempo e ritornare al 1843, anno di nascita di Thomas Bright Wilson. Chi era costui? L'inventore del primo orologio da scacchi. Prima di lui, gli scacchisti potevano prendersi tutto il tempo che volevano per riflettere sulle mosse, tanto che nei club inglesi dell'ottocento vigeva la curiosa consuetudine di attribuire soprannomi bizzarri ai giocatori più lenti, come ad esempio "Il nemico della razza umana", che altri non era che Henry Bird, oppure "Il Coroner", nomignolo affibbiato a chi dava l'impressione di voler sottoporre la posizione a una vera e propria indagine giudiziaria con tanto di autopsia sul cadavere dell'avversario morto per inedia nella vana attesa della mossa. Purtroppo, un brutto giorno, Thomas Bright Wilson, il quale evidentemente non aveva niente di meglio da fare, decise di porre fine a tutto questo e inventò l'orologio da scacchi. "Bravo pirla!", potrebbe dire giustamente Libutti. "Non poteva farsi gli affari suoi?". E dal suo punto di vista non gli si può certo dare torto. Infatti Michele è celebre per le sue riflessioni smisurate - veri e propri stati catatonici - che lo fanno andare puntualmente a corto di tempo, tanto che i maligni sostengono che riuscirebbe a finire in zeitnot anche in una partita per corrispondenza. Se non fosse per la sciagurata invenzione di Thomas Bright Wilson il suo punteggio Elo sarebbe sicuramente molto più alto. Non ci credete? Allora sentite questa. Torneo di Bernate Ticino, qualche anno fa ... Anzi no, ve la racconto dopo. Adesso andiamo avanti con la partita. 6.Ae2 e5 7.0-0 Cc6 8.d5 Ce7 9.b4 Ancora l'attacco alla baionetta, che avevo già giocato al turno precedente. A questo punto ci starebbe bene un bel diagramma, ma siccome ne ho inserito uno poco fa praticamente inutile - e visto anche che questa posizione l'ho già illustrata nel commento alla partita con Massironi - preferisco rinunciare al diagramma e fare invece un piccolo omaggio a tutti coloro che, come Michele, sono afflitti dal mal di zeitnot. Eccolo qui: ![]() É un quadro di Salvador Dalì intitolato Fantasmi della memoria. Noi però ce ne freghiamo allegramente del titolo scelto dall'autore e lo ribattezziamo: Fantasmi dello zeitnot. Per chiudere degnamente questa parentesi artistica, ecco un verso di Francesco Guccini che sembra scritto apposta per l'occasione: ... ma il riso dei minuti cambia in pianto ormai
e il tempo andato non ritroverai
9...Ce8Una mossa prudente ma giocabilissima. Chi preferisce le risse farebbe bene a scegliere a questo punto 9...Ch5. 10.c5 f5 11.Cd2 Fino a qui è tutto come nella partita con Massironi. Visto che non c'è niente di nuovo sotto il sole, ne approfitto per raccontarvi l'episodio di Bernate Ticino a cui accennavo poco fa. Dunque, Michele ha una posizione stravinta - un paio di pezzi in più - e sta manovrando per chiudere il Re avversario nell'angolo. Ecco, ce l'ha fatta, è a una mossa dal matto e sta per allungare la mano verso la Donna per sferrare il colpo finale, quando improvvisamente... Avete mai visto esplodere un seno al silicone in aereo? Scommetto di no. Beh, nemmeno io, ma provate solo a immaginare la faccia della proprietaria di quell'improbabile ordigno al momento della deflagrazione e avrete una vaga idea dell'espressione di Michele quando, nel silenzio più assoluto, l'arbitro indicò la bandierina del suo orologio e urlò: "Tempo!". 11...Cf6 Massironi a questo punto aveva giocato 11...c6, un errore che indebolisce la base della catena di pedoni del Nero. La mossa di Michele è molto più logica perché incrementa la pressione contro il centro del Bianco in modo da indurlo a giocare f3. Il Bianco, infatti, farebbe volentieri a meno di questa mossa la quale, pur senza avere conseguenze drammatiche, è comunque una piccola concessione che agevola il controgioco del Nero sull'ala di Re. ![]() 12.cxd6 Questa mossa presenta una serie di piccoli svantaggi che, sommati insieme, la fanno assurgere al rango di cappella. Innanzitutto, dopo la ripresa del Nero col pedone 'c', si apre la diagonale d8-a5. Dal momento che, come abbiamo visto, la pressione del Nero sul centro obbligherà il Bianco a giocare f3, la prospettiva di uno scacco di Donna in b6 si fa improvvisamente inquietante. In secondo luogo, fissando subito la debolezza in d6 il Bianco chiarisce troppo presto la situazione sull'ala di Donna e, di conseguenza, la sua iniziativa in quel settore rischia di arenarsi lasciando mano libera al Nero sull'ala opposta. La continuazione corretta era 12.f3 f4 13.Cc4 g5 14.Aa3 Cg6 15.b5 Ce8 16.b6 (come si vede, la massa di pedoni del Bianco ha mantenuto intatta la sua flessibilità, il che rende possibile questa spinta che, oltre a privare il pedone d6 del suo sostegno naturale, consente anche l'apertura di linee per i pezzi a ovest) 16...axb6 (16...cxb6 17.cxb6 a6 18.g4 con l'idea Tb1 e Ca5-c6) 17.cxb6 cxb6 18.Db3 h5 19.Tfb1 con posizione che Khalifman giudica leggermente favorevole al Bianco. 12...cxd6 13.f3 Giocata dopo una ventina di minuti di riflessione, una buona metà dei quali passati a darmi del pistola per avere giocato troppo in fretta la mossa precedente. Per non andare in svantaggio il Bianco è praticamente obbligato a puntellare il centro, ma ovviamente questa scelta non può essere fatta a cuor leggero perché bisogna valutare le conseguenze dello scacco in b6. Dopo avere eseguito la mossa mi misi a passeggiare nervosamente tra i tavoli, come un papà in attesa di notizie dalla sala parto. Ma dopo soli cinque minuti accadde un fatto imprevisto che fece sobbalzare per la sorpresa tutti i presenti: Michele aveva già mosso. Il travaglio era stato molto più breve del previsto! 13...f4 ![]() Probabilmente la migliore. Dato che il Bianco ha giocato f3 (il "segnale d'attacco") il Nero blocca l'ala di Re e si appresta a spingere i pedoni 'g' e 'h'. La cattura del pedone b4, invece, avrebbe garantito al Bianco un certo controgioco: 13...Db6+ 14.Rh1 fxe4 (oppure 14...Dxb4 15.Cb5 fxe4 16.Aa3) 15.fxe4 Dxb4 (dopo 15...Dd4 il Bianco può giocare 16.Cb5 dato che la cattura della Torre in a1 costa la Donna) 16.Cb5 Cxe4 17.Cxe4 Dxe4 18.Cxd6 Dd4 (18...Db4 19.Txf8+ Axf8 20.Cxc8 Txc8 21.Ag5 e in cambio del pedone il Bianco ottiene un gioco di pezzi molto attivo) 19.Ag5 e ora non va bene 19...Cxd5 a causa di 20.Dxd4 exd4 21.Ac4 Txf1+ 22.Txf1 Ae6 23.Te1 guadagnando un pezzo. 14.Cc4 a6 Il Nero teme la manovra Cc3-b5, ma il rimedio è peggiore del male. Egli avrebbe dovuto continuare tranquillamente il suo attacco sull'ala di Re: dopo 14...g5 15.Cb5 Ce8 non è chiaro come il Bianco possa incrementare la sua iniziativa a ovest. Invece, con il tratto del testo, il Nero regala al Bianco su un piatto d'argento ciò di cui egli aveva disperatamente bisogno: un obiettivo d'attacco sull'ala di Donna, vale a dire la casa b6. 15.De1 g5 Purtroppo per il Nero, la debolezza in d6 gli impedisce di effettuare manovre tipo Cd7 o Ad7-Cc8 per mettere sotto controllo la casa b6. Invece, dopo 15...b5 16.Ca5 le debolezze sull'ala di Donna aumentano in modo esponenziale: il Cavallo in a5 è molto attivo (non sempre il 'Cavallo laterale porta male') in quanto tiene sotto tiro la casa debole c6; inoltre il Bianco ha di riserva la spinta in a4 e può incrementare la pressione con manovre tipo Df2, Ad2, Tfc1. 16.Df2 g4 17.Db6 gxf3 18.gxf3 18.Axf3 meritava considerazione. Sembra un po' antiposizionale, ma d'altra parte avrebbe obbligato il Nero a cambiare subito in b6 privandolo della risorsa indicata nel commento alla prossima mossa. ![]() 18...Dxb6+ Dopo questo errore, che in pratica regala un tempo al Bianco, la posizione del Nero è definitivamente compromessa. Bisognava giocare 18...Ah3 19.Td1 Cc8 20.Dxd8 Txd8, anche se 21.b5 avrebbe permesso al Bianco di mantenere una certa iniziativa. 19.Cxb6 Tb8 20.Aa3 La diagonale a3-f8 è il poligono di tiro ideale per questo Alfiere. Ovviamente, il bersaglio è il pedone d6. 20...Ah3 21.Tfc1 A questo punto la bandierina di Michele cominciò lentamente a muoversi. Di solito questo evento è come il colpo di pistola dello starter, l'inizio di una corsa forsennata contro il tempo. Sudati e con le orecchie paonazze, i giocatori cominciano a muovere in modo sempre più concitato, spesso rovesciando i pezzi e tirando botte da orbi sui poveri orologi. Michele no. Egli affronta questa difficile fase della partita senza il minimo accenno di fretta, con un distacco da cavaliere Jedi. E non potrebbe essere altrimenti. Anni e anni di zeitnot furiosi lo hanno condotto a una visione esoterica, e direi addirittura metafisica, delle misteriose leggi che regolano la caduta delle bandierine degli orologi. La calma sovrumana di Michele durante gli zeitnot non è altro che la conseguenza di questa forma superiore di conoscenza che si fonda sulla percezione di un campo di energia che unisce tutte le cose del creato, dal filo d'erba, alla goccia di rugiada, dal minuscolo insetto alla bandierina dell'orologio. È la Forza. Essa ci circonda e ci penetra. Essa tiene insieme la Galassia e dà allo scacchista la possanza. "Perché il mio alleato è la Forza. Ed un alleato potente essa è", direbbe il maestro Joda di Guerre Stellari. Ma torniamo a faccende più terrene... 21...Cc8 Dopo 21...Cd7 22.Cxd7 Axd7 23.b5 il Nero perde almeno un pedone (23...axb5 24.Axd6). 22.Cxc8 Tbxc8 23.b5 ![]() Questa semplice spinta è come una dose di vitamine che rivitalizza tutti i pezzi leggeri del Bianco. 23...Tfd8 Ovviamente a 23...axb5 seguirebbe 24.Axd6. 24.bxa6 bxa6 25.Ca4 Nonostante che siano passate molte mosse dal "fattaccio" (la spinta in a6 del Nero), la debolezza della casa b6 continua a influenzare gli eventi, a conferma della nota massima secondo cui "è meglio pensarci tre volte prima di spingere un pedone". Il Cavallo è diretto proprio là, perché vuole obbligare il Nero a cedere la colonna "c". 25...Af8 26.Cb6 26.Axa6 non è il genere di mossa di cui vantarsi la sera al bar con gli amici. Il Bianco guadagna un pedone, è vero. Peccato che perda un pezzo: 26...Ta8 27.Ab5 Ad7 28.Axd7 Txd7 29.Tc4 Tda7 30.Cb6 Tg7+ ![]() 26...Txc1+ Equivale alla resa, ma ormai la posizione era molto difficile, senza contare lo zeitnot. 26...Tb8 avrebbe permesso al Nero di prolungare un po' la resistenza, anche se dopo 27.Tc6 la sua posizione assomiglia sempre più al bunker di Berlino: niente controgioco, debolezze in a6 e d6 e ala di Donna sotto il controllo assoluto del Bianco. 27.Txc1 Tb8 28.Tc6 Ad7 A 28...Ce8 seguirebbe semplicemente 29.Axa6; neanche 28...Cd7 29.Cxd7 Axd7 30.Txa6 migliorerebbe di molto le cose. 29.Cxd7 Cxd7 30.Axa6 Cc5 31.Ac4 Tb7 Perde al colpo. ![]() 32.Axc5 dxc5 33.d6+ Rg7 Oppure 33...Rh8 34.Tc8 Tb1+ 35.Rg2 Tb2+ 36.Rh3 Rg7 37.d7 34.Tc7+ il Nero abbandona Quando Michele ha abbandonato non ha fermato l'orologio e la sua bandierina è caduta dopo una decina di secondi. Quindi, in un certo senso, il vincitore morale di questa partita è lui. Lui che, calcolando perfettamente i tempi, è riuscito ancora una volta ad avere la meglio sul suo vero avversario, Thomas Bright Wilson, e sulla sua diabolica invenzione: l'orologio da scacchi, "il lato oscuro della Forza". Edoardo Bonazzi |