Ludwig Rettore (2167)- Edoardo Bonazzi (2153)
[A59: Gambetto Benko]

Trofeo Lombardia 2003 - quarti di finale



1.d4 Cf6 2.c4 c5

Abbiamo giocato questa partita durante l'incontro di ritorno dei quarti di finale del Trofeo Lombardia. La nostra squadra aveva l'obbligo di vincere, avendo perso per 2,5 a 1,5 l'incontro di andata. Quindi bisognava abbandonare la prudenza e giocare il tutto per tutto anche col Nero. Da qui la scelta di questa mossa che, attaccando immediatamente il pedone d4, conduce a posizioni molto squilibrate dove il Nero fa alcune concessioni ma ottiene in cambio notevoli possibilità dinamiche. C'è anche un altro motivo che mi ha spinto a giocare questa mossa. Con Ludwig avevo giocato in precedenza una sola volta, durante il torneo Crespi, beccandomi un matto agghiacciante in mezzo alla scacchiera. Quindi volevo cercare di vendicare "l'onta" subita.

3.d5

La risposta critica. 3.dxc5 è più debole in quanto il Nero può facilmente riprendersi il pedone, dopo 3…e6, dopodiché egli è riuscito nel suo intento di cambiare il pedone laterale "c" con il pedone centrale "d".

3...b5

Il gambetto Benko. Sentiamo che cosa ne pensa Bronstein: "Che cosa ottiene il Nero sacrificando un pedone? Innanzitutto, mina la catena di pedoni centrali del Bianco c4 e d5 e poi, dopo l'inevitabile ...a6 e bxa6 ottiene l'ottima diagonale a6-f1 per il suo Alfiere, che sulla diagonale c8-h3 ha meno prospettive. Inoltre, il Nero ottiene anche due colonne aperte che gli permettono di mettere sotto pressione i pedoni "a" e "b" del Bianco. L'Alfiere in g7 non va dimenticato. Poiché in questa variante il Nero intende lasciare il pedone in e7, aumenta automaticamente anche il raggio d'azione dell'Alfiere di fianchetto. Interessante è pure l'idea strategica, che si incontra anche in alcune varianti della difesa Est Indiana, di sviluppare la Torre a8 senza muoverla". Il Benko è un tipico esempio di gambetto moderno. Il Nero non mira a un attacco immediato contro il Re avversario, ma spera piuttosto di ottenere una pressione posizionale a lungo termine come compenso per il pedone sacrificato. Anzi, spesso è proprio il Nero a semplificare la posizione perché i cambi tendono a evidenziare le debolezze nello schieramento del Bianco. Una cosa che spesso lascia perplessi i conduttori del Bianco è il fatto che sia proprio il Nero, nonostante il pedone in meno, a proporre il cambio delle Donne. In realtà la Donna bianca svolge un importante ruolo difensivo e quindi il cambio delle Donne è spesso il mezzo più efficace a disposizione del Nero per intensificare la pressione a ovest e sfruttare la debolezza delle case chiare nello schieramento avversario, in particolare d3 e c4.

4.cxb5 a6 5.bxa6 Axa6 6.Cc3 d6 7.Cf3 g6 8.h3

Una variante minore, non perché è meno valida della variante principale ma perché si gioca più raramente, chissà perché. L'idea è quella di andarsene con il Re in h2, dopo la spinta in e4 e il cambio degli Alfieri campochiaro. Nella variante principale invece il Bianco mette il Re in g2. Come in tutte le cose ci sono vantaggi e svantaggi. In h2 il Re è un po' meno esposto e inoltre la mossa h3 impedisce …Cg4. Tuttavia per trasferire il Re in h2 occorre un tempo in più che il Nero può sfruttare per avviare subito il controgioco sull'ala di Donna. La posizione del Re in h2 ha anche una controindicazione tattica, come vedremo più avanti.

8...Ag7 9.e4 Axf1 10.Rxf1 0-0 11.Rg1 Cbd7 12.Rh2



Vediamo la controindicazione tattica a cui accennavo nella nota precedente. Uno dei piani standard del Bianco nel gambetto Benko è l'immediata rottura centrale e4-e5, dopo la preparatoria The1. In questo caso però questa idea non può essere realizzata a causa della posizione del Re in h2. Ad esempio: 12...Da5 13.The1 Tfb8 14.e5? dxe5 15.Cxe5 Cxe5 16.Txe5 Cg4+ e poi 17...Axe5.
12...Da5 seguita da 13...Tfb8 è un piano tipico in questo tipo di posizione. Altrettanto si può dire della manovra 12...Ta7 e poi 13...Da8, anche se in questo caso, con il Re bianco in h2 anziché in g2, questo raggruppamento è meno efficace perché viene a mancare la contrapposizione Donna-Re sulla diagonale a8-h1. Il Nero decide perciò di procedere in modo diverso.

12...Cb6

Dove è diretto questo Cavallo? Beh, molto dipende da cosa giocherà il Bianco. Potrebbe andare in c4, per contribuire alla pressione contro b2, oppure - meglio ancora - in a4 per scalzare il Cc3. Come accennato in precedenza, nel gambetto Benko spesso i cambi rappresentano lo strumento più efficace per alimentare l'iniziativa del Nero. Ovviamente bisogna cambiare i pezzi giusti. Il Cavallo in c3, in particolare, contribuisce a difendere l'ala di Donna e limita il raggio d'azione dell'Alfiere di fianchetto. Ecco perché il Nero vuole cambiarlo.

13.Te1 Cfd7 14.De2

Un errore. La casa e2 non è la migliore per la Donna. Nel Benko il Bianco deve badare innanzitutto a consolidare la sua posizione sull'ala di Donna per completare lo sviluppo dei pezzi. A questo scopo sarebbe stata più indicata 14.Te2 difendendo lateralmente il pedone "b". La Donna era meglio lasciarla sulla diagonale d1-a4 per impedire la prossima mossa del Nero.

14...Ca4 15.Dc2

Se la mossa precedente era più che altro un'imprecisione, questa è un vero e proprio errore perché provoca un grave indebolimento dell'ala di Donna. Il Bianco aveva due alternative - 15.Cxa4 e 15.Cd1 - entrambe preferibili, anche se il Nero avrebbe ottenuto un controgioco tale da garantirgli come minimo la parità. Adesso invece il Bianco va a stare peggio.

15...Cxc3 16.bxc3 Da5 17.Ad2



Fermiamoci un attimo a valutare la posizione. Il Bianco ha sempre il suo pedone in più, ma la sua situazione è tutt'altro che invidiabile. I pedoni "a" e "c" sono deboli. I pezzi del Nero, in particolare l'Alfiere di fianchetto, sono molto attivi mentre quelli avversari sono legati alla difesa delle numerose debolezze presenti nello schieramento del Bianco. Con le prossime mosse il Nero porta in gioco le ultime riserve.

17...Cb6 18.Db3

Dopo 18.c4 il Nero ha la piacevole scelta tra 18...Da6 e 18...Da4 (con l'idea 19.Dxa4 Txa4) in entrambi i casi recuperando il pedone con vantaggio.

18...Tfb8 19.Teb1

Dopo 19.Tec1 pensavo di giocare 19...Da6 mantenendo la pressione.

19...Da4

Il cambio delle Donne - forzato, dato che il pedone "e" è sotto attacco - è il modo più semplice per incrementare il vantaggio.

20.Dxa4 Cxa4 21.Tb3



Dopo 21.Tc1 oppure 21.Txb8 Txb8 la Torre del Nero è libera di irrompere sulla seconda traversa. Il Bianco tenta di evitarlo, ma gli è sfuggita la prossima sequenza di mosse.

21...c4

Anche questa mossa, che libera la casa c5 per il Cavallo e pone sotto controllo la casa d3, è tipica del gambetto Benko. Tuttavia, prima di giocarla bisogna valutare attentamente le conseguenze dell'indebolimento della casa d4. Per questo di solito la si gioca solo quando si è certi che il Bianco non potrà occupare questa casa con un Cavallo, il quale potrebbe successivamente saltare in c6. In questo caso questa mossa è particolarmente forte perché, oltre al resto, fissa la debolezza del pedone c3.

22.Ta3

Dopo 22.Txb8 Txb8 23.Cd4 il Nero si crea un micidiale pedone passato: 23...Axd4 24.cxd4 c3 25.Ag5 (25.Ac1 c2 vince al colpo) 25...f6 26.Ae3 c2 27.Tc1 Tb2 e se ora 28.a3 il Nero vince con 28...Cc3 29.f3 Ce2 30.Te1 Cxd4 e poi 31...Cb3 (31.Axd4 Tb1).

22...Cc5

Dopo la partita Ludwig mi ha detto di avere visto questa mossa ma di averla sottovalutata.


23.Txa8 Txa8



Adesso la situazione del Bianco è davvero critica. Il pedone e4 è in presa e c'è anche la minaccia ...Cb3. Il problema del Bianco è che non gli è sufficiente restituire il pedone perché anche in quel caso la posizione del Nero sarebbe nettamente preferibile. Ad esempio, dopo 24.Te1 Txa2 tutti i pezzi del Nero sono molto più attivi delle rispettive controparti. Inoltre il pedone c3 rimane debolissimo e non potrà essere difeso a lungo. Anche i pedoni e4 e f2 vanno tenuti costantemente d'occhio. Per finire i pezzi del Bianco sono tutti legati: l'Alfiere alla difesa del pedone c3, il Cavallo alla difesa dell'Alfiere e la Torre alla difesa del pedone e4. Ce n'è d'avanzo per valutare come decisivo il vantaggio del Nero.
Il Bianco potrebbe anche tentare 24.e5 per cercare di sbarrare la diagonale all'Alfiere, ma a quel punto sarebbe molto forte 24...Cb3, dato che il sacrificio di qualità 25.axb3 Txa1 26.bxc4 non sembra offrire al Bianco un compenso sufficiente. Ad esempio: 26...Ta4 27.exd6 exd6 28.Af4 Txc4 29.Axd6 Txc3 30.Af4 (oppure 30.Ce5 Axe5 31.Axe5 Tc5) 30...Td3 31.d6 Af8 e il pedone cade.
La posizione del Bianco quindi sembra già definitivamente compromessa. Ludwig decide di sacrificare un paio di pedoni nel disperato tentativo di attivare i pezzi, ma così facendo accelera la fine. Bisogna anche dire che, avendo giocato entrambi piuttosto lentamente, le altre partite a questo punto erano finite e i nostri avversari avevano già matematicamente vinto l'incontro guadagnandosi il meritato accesso alla semifinale. Quindi Ludwig stava giocando "in scioltezza", per così dire.

24.Tb1 Cxe4 25.Ae3

Oppure 25.Tc1 Txa2 26.Ae1 Ta5 e parte un altro pedone. Tuttavia 25.Tb2 avrebbe permesso di protrarre un po' la resistenza.

25...Cxc3 26.Tb7

Oppure 26.Tb4 Cxd5 27.Txc4 Cxe3 28.fxe3 Txa2. Il Bianco preferisce tenersi il pedone "a".

26...Cxd5 27.Ac1 Af6

27...Txa2 mi avrebbe probabilmente esposto al rischio di un linciaggio da parte dei compagni di squadra. Dopo 28.Tb8+ Af8 29.Ah6 il Nero prende matto.

28.Ah6 Ag7 29.Ac1 h6

Dopo avere un po' cincischiato mi decido finalmente ad aprire un buco per il Re. L'idea è anche quella di togliere la casa g5 al Cavallo per preparare la centralizzazione del Re con ...f5 e poi ...Rf7-e6. Adesso il pedone a2 del Bianco è davvero in presa.

30.a3 f5 31.Tb5 Cc3 32.Tb7 Rf7 33.Ab2 Af6 34.Tc7

Cappella, ma ormai la partita aveva ben poco da dire.

34…Cb5 e il Bianco abbandona.


Edoardo Bonazzi