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| Williams-Staunton |
9a partita del match (Londra, 1851) [B44: Difesa Siciliana] 1.e4 c5 2.Cf3 e6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cc6 5.Ae3 Cf6 6.Ad3 Ae7 7.0-0 0-0 8.Cc3 d5 La spinta in d5 può sembrare prematura, ma non è così. In tempi recenti, è stata adottata perfino da Fischer contro Spassky, nella ventunesima partita del match di Reykjavik, anche se con un ordine di mosse leggermente diverso: 1.e4 c5 2.Cf3 e6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 a6 5.Cc3 Cc6 6.Ae3 Cf6 7.Ad3 d5 8.exd5 exd5 9.0-0 Ad6 10.Cxc6 bxc6 11.Ad4 0-0 12.Df3 Ae6 e il Nero ha già pareggiato. Alexander, nel commentare questa apertura, ha scritto: "In questa partita, il Nero adotta uno schema di sviluppo molto diretto, quasi ottocentesco, lasciando la Donna in d8, giocando subito d5 e accettando di buon grado un pedone centrale isolato in cambio di un gioco attivo di pezzi. Si dice che Fischer abbia avuto questa idea studiando alcune partite di Anderssen". Probabilmente, Alexander si riferiva alle partite del match Anderssen-Kolisch che si tenne a Londra nel luglio del 1861. La prima partita del match, dove Anderssen aveva il Nero, iniziò con 1.e4 c5 2.Cf3 e6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Ad3 Cc6 6.Ae3 d5 7.exd5 exd5 8.0-0 Ad6 9.h3 h6 10.Df3 0-0 11.Cc3 Ce4 e anche la terza e la settima partita seguirono linee simili. Tuttavia, come vedremo, questa continuazione ha una storia molto più antica. 9.Cxc6 bxc6 10.e5 Questa spinta non è molto promettente poiché permette al Nero di ottenere una netta supremazia al centro, mentre le possibilità di attacco sul lato di Re, in questa particolare posizione, sono minime. Tuttavia, come vedremo, Williams stava seguendo diligentemente i precetti strategici dell'epoca. Obiettivamente, è più corretto cambiare in d5, come fece Spassky nella partita citata in precedenza. 10.. .Ce8 11.Ce2 f5 Chiudendo la grande diagonale e limitando le possibilità offensive del Bianco. Ora, 12.exf6 Axf6 sarebbe molto buona per il Nero. 12.c3 a5 Per impedire la spinta in b4. Come al solito, Staunton si preoccupa innanzitutto di limitare la mobilità della massa di pedoni dell'avversario. 13.f4 c5 14.b3 Ab7 ![]() Gli svantaggi della spinta in e5 diventano sempre più evidenti. A scusante di Williams, bisogna dire che a quell'epoca, lo schema da lui adottato era giudicato valido un po' da tutti. In questo tipo di posizione la spinta in e5 era considerata il seguito più incisivo. Al torneo di Londra del 1851, la stessa linea di gioco venne impiegata da Szen, col bianco, contro Andressen: 1.e4 c5 2.d4 cxd4 3.Cf3 Cc6 4.Cxd4 e6 5.Ae3 Cf6 6.Ad3 Ae7 7.0-0 0-0 8.c3 d5 9.Cxc6 bxc6 10.e5?! Ce8 11.f4 f5 12.Cd2 c5 13.g4 g6 14.g5 Cc7 15.h4 Ab7 16.Cf3 Dd7 17.Rf2 Dc6 18.Ae2 Tad8 19.Dc2 d4 20.cxd4 cxd4 21.Cxd4 Dg2+ 22.Re1 Ab4+ 23.Ad2 Txd4 24.Axb4 Txb4 25.Dxc7 Txb2 26.Tf2 Dg1+ 27.Tf1 Dg3+ 28.Rd1 Txe2! 29.Rxe2 Aa6+ 30.Rd2 Dd3+ abbandona. Tuttavia, nella finale di quel medesimo torneo, fu proprio Anderssen a commettere lo stesso errore strategico: 1.e4 c5 2.d4 cxd4 3.Cf3 Cc6 4.Cxd4 e6 5.Ae3 Cf6 6.Ad3 Ae7 7.0-0 0-0 8.Cd2 d5 9.Cxc6 bxc6 10.e5?! Cd7 11.f4 f5 12.Tf3 c5 13.Th3 Tf 7 14.b3 g6 15.Cf3 Cb6 16.Af2 d4 17.Ah4 Cd5 18.Dd2 a5 19.Axe7 Txe7 20.Cg5 Ce3 21.Df2 Ab7 con chiaro vantaggio del Nero (Anderssen-Wyvill). Da questi esempi, appare evidente che i giocatori dell'ottocento tendevano ad attribuire un valore eccessivo all'iniziativa sul lato di Re e a sottovalutare invece i vantaggi a lungo termine derivanti da una maggiore flessibilità e controllo sulle case centrali. Che questo equivoco strategico fosse ampiamente diffuso, lo conferma il successivo e ultimo esempio che ha come protagonista niente meno che Paul Morphy: 1.a3!? e5 2.c4 Cf6 3.Cc3 d5 4.cxd5 Cxd5 5.e3 Ae6 6.Cf3 Ad6 7.Ae2 0-0 8.0-0 Cxc3 9.bxc3 f5 10.d4 e4?! 11.Cd2 Tf6 12.f4 Th6 (proprio come nella partita Anderssen-Wyvill, ma a colori invertiti!) 13.g3 Cd7 14.Cc4 A xc4 15.Axc4+ Rh8 16.Ta2 De7 17.a4 Cf6 18.Db3 b6 (Anderssen-Morphy, Parigi 1858) con netta superiorità posizionale del Bianco che infatti vinse alla settantasettesima mossa. Williams avrà anche scelto un piano strategico sbagliato, però era sicuramente in buona compagnia! Ma chiudiamo questa lunga parentesi e ritorniamoalla partita. 15.h3 Prepara la spinta in g4, come anche le due mosse successive del Bianco. 15...Dd7 16.Rh2 Dc6 Questo allineamento di Alfiere e Donna sulla grande diagonale ricorre molto spesso nelle partite di Staunton. 17.Tg1 Td8 Nelle sue note alla partita, Staunton considera prematura questa mossa e suggerisce invece la manovra profilattica ...g6 e ...Cg7. 18.g4 g6 Una posizione molto simile a quelle degli esempi precedenti: l'attacco del Bianco sul lato di Re ha poche speranze di successo mentre il contrattacco centrale del Nero rischia di rivelarsi ben più insidioso. 19.gxf5 Aprendo la colonna "g", ma cedendo al Nero la splendida casa di blocco e6 per il Cavallo. 19...exf5 20.Dc2 Cg7 21.Cg3 Rh8 22.De2 Ce6 23.Tac1 d4! ![]() Il seguito più logico. Il controllo assoluto da parte del Nero della grande diagonale rende molto precaria la situazione del Re bianco. 24.cxd4 Cxd4 Nelle sue note alla partita, Staunton sostiene che 24...Txd4 è meno efficace a causa di 25.Ac4 (ma non 25.Axd4? Cxd4 seguita dal mortale scacco in f3) 25...Cxf4 26.Df1, ma gli sfugge la brillante replica 26...Cxh3! 27.Axd4 Cxg1 28.Axg1 f4 e il Nero vince. Il Bianco però non è obbligato a giocare 25.Ac4. 25.Ab5! sembra molto più forte. Dopo 26...Db6 26.Df1 il Nero non può fare altro che ritirare la Torre. 25.Axd4 Txd4 26.Tc4 Tfd8 27.Txd4 Txd4 La situazione del Bianco è disperata: il pedone f4 è debole e soprattutto la batteria A+D sulla grande diagonale è una vera e propria spada di Damocle sospesa minacciosamente sul suo Re. 28.Ab5 Df3! 29.Tf1 Non va bene 29.Dxf3? Axf3 e la minaccia di scacco in d2 è decisiva. Per esempio: 30.Te1 Td2+ 31.Ae2 Ah4 e vince. 29...Dd5 30.Ac4 Dd8 Oltre che dominare la diagonale a8-h1, il Nero si è anche assicurato anche il controllo della colonna "d". 31.De3 Dd7 32.Ce2 Td2 33.a4 Dopo 33.e6 Dd4 34.Dxd4+ cxd4 il Nero ha un vantaggio decisivo. Il pedone e6 è condannato a morte dopo ...Rg7 e ...Rf6. 33...Dc6! Ora che la Torre nera si è infiltrata nel campo nemico, l'attacco sulla grande diagonale è decisivo. 34.Tg1 Df3! ![]() 35.Dxf3 Forzata: 35.Dxd2 Df2+ 36.Tg2 Dxg2# 35...Axf3 36.Tg2 Non cambia nulla 36.Te1 Ah4 mentre dopo dopo 36.Rg3 Axe2 37.Tg2 Axc4 38.Txd2 Axb3 39.Td7 Af8 il Nero ha un finale facilmente vinto. 36...Ah4 Non c'é fretta di guadagnare la qualità. Il Bianco è legato mani e piedi e la Torre non scappa. 37.Rg1 Axg2 38.Rxg2 Rg7 39.Rf3 Td1 40.Cc3 Td2 41.Ce2 Td1 42.Rg2 h6 Prepara la spinta in g5 per minare il centro del Bianco. 43.Cg3 Axg3 44.Rxg3 g5 45.Rf3 Tc1 46. fxg5 Oppure 46.Rg3 Tc3+ 47.Rg2 gxf4 48.Ad5 Te3 49.e6 Rf6. 46...hxg5 47.e6 Tc3+ 48.Rg2 Rf6 49.Ad5 Re7 50.Ac4 f4 51.Ad5 Rd6 52.Ac4 Te3 Naturalmente vinceva anche 52.Txc4. 53.Rh2 Tg3 e il Bianco abbandona. |