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I club londinesi All'inizio del '700, il quartier generale degli scacchisti inglesi era la Slaughter's Caffee House, riservato a una clientela selezionata e frequentato, tra gli altri, da Sir Isaac Newton. Nella seconda metà del secolo, la presenza di Philidor nella capitale inglese contribuì a diffondere l'interesse per gli scacchi, tanto che nel 1774 venne fondato, su sua richiesta, il Parsloe St. James Club, cui furono ammessi solo cento scacchisti selezionati che si autotassarono per ospitarlo. Qui egli dava lezioni da febbraio a maggio e fu proprio in una delle sale del Parsloe che tenne una famosa simultanea alla cieca contro tre avversari, impresa per quei tempi sensazionale che suscitò profonda impressione e vastissima eco.Nei primi anni dell'800, la nascita di nuovi locali e circoli di scacchi testimonia della crescente e rapida diffusione del gioco presso i ceti borghesi e popolari, grazie anche all'incremento nella pubblicazione e diffusione di testi teorici. Nacquero così il London Chess Club, fondato nel 1807 e ospitato nella Tom's Caffee House a Cornhill; il Westminster Chess Club, aperto nel 1831 nei locali della Hutmann's Caffee House; e il St. George Club, inaugurato nel 1843. Il club più famoso fu però il Simpson's Cigar Divan (raffigurato nel disegno), fondato nel 1828 e destinato a diventare uno dei templi mondani degli scacchi. Il Divan, così chiamato dal nome del capo cameriere che rilevò il locale, era un tipico club con comodi sofà, sui quali i soci potevano abbandonarsi per sorseggiare un caffè e leggere giornali o periodici, e due grandi camini sempre accesi ai lati della sala. I clienti erano attori, artisti, uomini politici ma soprattutto scacchisti. Contrariamente a Parigi, dove gli scacchisti bazzicavano soprattutto il Café de la Régence, la vita scacchistica londinese era più variegata e la rivalità fra i club era spesso molto accesa. Ecco ad esempio come il British Chess Magazine descrive l'atmosfera al Divan durante il match tra Harrwitz, il giocatore "di casa", e Lowenthal: Il clima era così astioso da indurre alcuni membri di minor conto a comportarsi in modo molto riprovevole. Poiché l'incontro volgeva decisamente a favore di Lowenthal, sentii qualcuno dire di avere mandato un ragazzo a suonare l'organetto davanti alla finestra per distrarre l'attenzione di Lowenthal, notoriamente molto nervoso. Gli dava noia anche il fumo e aveva stabilito in precedenza che i giocatori non fumassero; ma qualcuno del gruppo del Divan si fece un dovere di fumare il più vicino possibile a Lowenthal, e vidi persino un tale accendere il sigaro alla sua candela e soffiargli il fumo in faccia. Per la cronaca, la guerra dei nervi funzionò, dato che Harrwitz riuscì a rimontare lo svantaggio e a vincere la sfida con un punto di scarto. |