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Il Café de la Régence

Il Caffé de la Régence in un disegno della prima metà dell'800Il settecento fu il secolo in cui più si affermò la passione e la mania per il gioco: dadi, birilli, biliardo, vari giochi dell'oca, ma soprattutto le carte e gli scacchi, che permettevano di giocare grosse poste in denaro, erano gli svaghi preferiti e praticati dai borghesi. I rappresentanti di questo ceto emergente erano soliti ritrovarsi nei Caffè, che ebbero in questo periodo il loro momento d'oro, per passarvi lunghe ore in animate discussioni o in accanite partite. Inizialmente il sorgere dei Caffè fu un fenomeno tipicamente francese, anche se storicamente, in Europa, il primo di questi locali venne aperto a Venezia.

Nei primi anni del '700, il luogo di ritrovo degli scacchisti francesi fu il Café Procope in Rue des Fossés, di fronte alla vecchia sede della Comédie Francaise, di proprietà del nobile siciliano Francois Procope e punto di ritrovo abituale per giocatori, letterati, avventurieri e spie della polizia. I Café non erano solo luoghi di svago ma, proseguendo la tradizione dei "Salons" seicenteschi, divennero ben presto veri e propri centri culturali dove, oltre a giocare e bere, si discuteva di arte, letteratura, filosofia e politica. Quando il Café de la Régence, aperto nel 1718 nei pressi del Palais Royal, divenne il centro della vita culturale della Francia, anche gli scacchisti vi si trasferirono in massa.

Il Café apriva alle otto del mattino e i suoi primi clienti erano i giocatori incalliti che affollavano le sale dove si poteva giocare a biliardo, a dama, a domino e naturalmente a scacchi. A mezzogiorno il locale era una densa nuvola di fumo di tabacco misto all'odore dell'alcol, coi camerieri che si aprivano un varco in mezzo alla folla e i tavolini fitti fitti dove, nel corso degli anni, si alternarono personaggi come Voltaire, Rousseau, Diderot, Robespierre e Napoleone.

Insieme ai Café nacque anche un nuovo personaggio: il giocatore professionista, che poteva essere reclutato dalla direzione del locale per giocare con chiunque volesse sfidarlo, come Legal, oppure un cliente abituale che sbarcava il lunario giocando per denaro. Tali furono ad esempio l'italiano Verdoni e Philidor, che per tutta la vita alternò la professione di musicista con quella di giocatore di scacchi; ma anche, nel secolo successivo, Deschapelles e La Bourdonnais. Per invogliare i giocatori più deboli, era uso comune concedere un vantaggio, come ad esempio Pedone e uno o due tratti oppure addirittura un Cavallo o una Torre. Nei Café e nei circoli questa usanza rimase in auge per moltissimo tempo, fino ai primi decenni del '900.

In Europa, all'inizio del secolo successivo, i giocatori francesi dettavano legge. Parigi era la capitale europea degli scacchi e al Café de la Régence vennero disputate alcune tra le sfide più importanti dell'epoca, come il match di rivincita fra Staunton e Saint-Amand. Fu proprio questa sfida, conclusasi con la vittoria dell'inglese, a segnare l'inizio del declino scacchistico della Francia. Al principio del Secondo Impero il Café de la Régence si trasferì in Place du Théatre Francais e riprese a essere il centro della vita scacchistica parigina. Nel 1858 fu visitato da Morphy che sconfisse con facilità tutti i più forti giocatori locali. L'epoca d'oro della Francia era tramontata ormai da tempo. Gli scacchi ora parlavano inglese e, di lì a poco, avrebbero iniziato a parlare tedesco.


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